A SPASSO PER IL VIETNAM part 2

A Sud, festeggiamo Capodanno a Mui Né per poi emozionarci a Saigon, Cu Chi e scoprire la natura rigogliosa del  Delta

Buon anno!

Mui Né ha un microclima invidiabile e un cielo acceso mai visto fin’ora. A Capodanno ci trattiamo bene, scegliamo il resort paradisiaco fronte mare. Salutiamo fine anno dalle dune di sabbia nella suggestiva vallata poco lontana. Ci affossiamo per cercare l’oasi perfetta, sapendo di vivere un giorno diverso e scriviamo i nostri nomi sulla sabbia. La sera il ristorante sulla spiaggia, crea una fila di luci coi locali accanto. Persone e musica ci accompagnano a mezzanotte quando la festa inizia davvero. Fuochi d’artificio, giochi di fuoco, balli e salutiamo così il nuovo anno.

Go West

Ho Chi Minh City, già Saigon, è il centro economico del paese. Grandi negozi, centri commerciali e mix antico/moderno con grattacieli e antichi templi. Un ragazzo vietnamita ci precisa di non essere mica ad Hanoi che è “comunista”, qui loro sono capitalisti. Infatti, nonostante Hanoi goda oggi di maggiore apertura, non ha perso il  fascino di città d’altri tempi. Saigon è capitalismo latente, sorrisi dalla cultura multiforme, famiglie abbienti e baraccopoli sui canali. Al quartiere cinese di Cholon, l’odore d’incenso nelle pagode ci avvicina all’animo di chi ha lasciato una preghiera. E’ curioso passare poi alla Cattedrale di Notre-Dame in stile neoromanico. 

Parentesi Guerra

Cu Chi,50 km da Saigon, è tristemente famosa per 220 km di tunnel sotterranei su 3 livelli, usati prima dai Viet Minh nella Guerra d’Indocina e poi dai Viet Cong. Gli americani colpirono la zona in modo così implacabile da renderla inospitale e costringere la gente a vivere sotto terra. La coscienza collettiva americana si risvegliò tardi per evitare un massacro ingiustificato. Il peso della tragedia su persone e ambiente è ancora vivo. Ilmuseo dei residuati bellici di Saigon documenta le devastazioni provocate da bombe chimiche e diserbanti. L’agente arancio disseminato sul territorio dagli americani  provocò danni fisici irreversibili a chi che ne venne a contatto. Un’altra ala spiega i campi di rieducazione. Alla stregua dei Khmer Rossi in Cambogia, qui venivano rieducati i sovversivi. 

Delta

Esploriamo sul battello il delta del Mekong, spettacolo naturale che delinea la fine di questo grande fiume asiatico. Ho Chi Minh, durante il suo governo, tolse dagli incarichi i dipendenti pubblici del precedente governo per confinarli qui a lavorare i campi. Giriamo le rive in bicicletta tra canali, ponticelli e risaie. La navigazione continua tra isolette e case palafitta. Qui le barche sono spesso una casa. Alcuni barconi trasportano bucce dei chicchi di riso che bruceranno per cucinare al posto della legna. Al tramonto il cielo si tinge di rosso. Il Vietnam ci ha catturato il cuore.

Sri Lanka: la perla d’oriente

Sri Lanka è natura e tradizioni in un paradiso di testimonianze millenarie, antichi templi, aria speziata; ma anche lunghissime spiagge silenziose, bordate da palme e dove ancora la gente è sorridente e ospitale. 

Costa

L’ex capitale Colombo ci accoglie in una pregna giornata calda. Sgomitiamo tra bancarelle colorate a Pettah e passeggiamo al tramonto nel tempio Gangaramaya. A Beragala incontriamo comunità rurali che ancora vivono tradizioni contornate dall’aria incontaminata. Lungo la costa a nord,  troviamo zone meno popolate, piantagioni di cocco e villaggi di pescatori. A sud invece il traffico diminuisce in un litorale orlato da scogli e sabbia. A Hikkadwa, principale centro dei viaggiatori indipendenti, respiriamo un’atmosfera rilassante. Ancora oggi s’intravedono i danni causati dallo  tsunami. Gli amici della guesthouse ci raccontano di come siano sopravvissuti, abbiano cambiato vita, lavoro, perso la famiglia ma non la voglia di rialzarsi. Rasta ci mostra il palo della sua salvezza, aggrappandosi quel giorno mentre l’enorme onda passava. Volti sorridenti, anime colorate da cui trarre un profondo insegnamento e rispetto. Dietro un promontorio, Unawatuna, altro luogo con alle spalle le devastazioni dello tsunami, è ritornato ad essere un’idilliaca località balneare. Ad est, i tratti di costa spettacolari alternano templi e verde rigoglioso. Ad Arugam Bay, meta di surfisti, giovani e hippy da tutto il mondo, è inevitabile fare conoscenze su una spiaggia illuminata a giorno da stelle che sembrano avvicinarsi.

Tè e Elefanti

La Hill Country, ha un perenne clima primaverile. Le piantagioni del tè ricoprono il territorio. Ci colpiscono i sorrisi delle donne intente a raccoglierne le foglie sotto ad un sole lucente. Dormiamo nell’alloggio, un tempo di dirigenti della colonia britannica e scopriamo la lavorazione del té. Sulla strada incontriamo gli elefanti, che qui più che altrove sono nella loro patria. Una volta addomesticati vengono affidati a colui che ufficialmente ne diventa custode e pilota e che, rispettandoli con orientale pazienza, non li lascerà più.

Spirito

L’entroterra risveglia lo spirito. Kandy accoglie il Tempio del Dente del Buddha. Dambulla, Pollonnarwa con la statua del Buddha sdraiato verso il Nirvana e Sigirya, antica fortezza di  granito rosso e grotte dai bellissimi affreschi in un panorma mozzafiato. Ad Anuradhapura, l’albero sacro frutto del ficus di Bodhgaya, dove Buddha raggiunse l’illuminazione. E il Picco di Adamo che spicca su una montagna, considerato luogo sacro e meta di pellegrinaggi. La risalita (circa 6 ore) è lunga e faticosa, dobbiamo partire di notte per poter arrivare alle prime luci. Ma l’alba ripaga la fatica, con la cima che si tinge di uno spettacolo sublime. Respiriamo e portiamo a casa.

A SPASSO PER IL VIETNAM part 1

Good morning Vietnam! E subito viene in mente l’ultima guerra; ma anche stupendi paesaggi rurali, mare verdeggiante e gente cordiale con la voglia di riscatto. I monsoni sono finiti, la prima tappa è Hanoi, a Natale saremo estasiati davanti Halong Bay, poi da lì proseguiremo per Hué e Hoi An.

La Capitale

Hanoi, al di qua del fiume in vietnamita, sorge sul Fiume Rosso. Il Quartiere vecchio, d’influenza coloniale francese ha vie per ogni mercato, fornai di baguettes, cyclo che inseguono per una corsa e la tipica immagine delle donne che sulle spalle portano due ceste ai lati di un legno. Il traffico è un caos, ci sono piu’ motociclette che pedoni, apparentemente non curanti seguono in realtà uno standard tutto loro! Hanoi è anche laghi e viali alberati. West Lake è meno caotica, ideale per godersi il tramonto. Visitare il Mausoleo di Ho Chi Min è antropologicamente interessante, tutti diligentemente in fila per non mancare di rispetto alla salma. La fila è chilometrica, ma scorre veloce sotto lo sguardo vigile delle guardie. Al Museo Etnologico, conosciamo le 54 etnie presenti nel Paese. E poi lo spettacolo del Teatro delle Marionette sull’Acqua, rappresenta storie popolari con marionette su uno specchio d’acqua. Ceniamo in un tipico baracchino con un ottimo barbecue di pesce a 2 euro e anche la bevanda di canna da zucchero è deliziosa! Ma più tardi, ci beviamo la Hay Hoi, birra locale. Per le sue proprietà si deve bere entro poche ore, peccato aspettare! Sedersi in questi luoghi permette di vivere al meglio la  gente.

Natale dove vuoi

Per i vietnamiti il TET è la festa più importante del calendario cinese, cade normalmente tra gennaio/febbraio, un momento solenne in cui tutto il Paese si ferma. Intanto siamo sulla costa per imbarcarci sulla Giunca, enorme barcone in legno e goderci così il Natale ad Halong Bay. Patrimonio UNESCO, la baia è costellata da rocce carsiche che in millenni d’erosione hanno creato un ambiente unico di isole, faraglioni e grotte. Un ampio spazio a prua ci accoglie per ammirare il paesaggio, gustiamo un pranzo di Natale unico. Auguri!

Il Centro

Un bus notturno, con letti al posto di sedili, ci porta sul Fiume dei Profumi, ad Hué. Città Vecchia e Cittadella Imperiale, entrambi patrimonio UNESCO, meritano una visita. Un mausoleo del massacro di My Lai, dovei morirono circa 400civili, attira la nostra attenzione. Ad Hoi An,più a sud,è bello camminare tra le viuzze sul fiume. Anche Hoi An è patrimonio UNESCO, la Città Antica, d’influenza cino-giapponese, è una perla. Poco distante, il sito archeologico di My Son(sempre Unesco) è il più famoso del Vietnam, se non fosse stato per i bombardamenti, sarebbe uno dei meglio conservati. In bici raggiungiamo un mare incontaminato a turismo zero, proprio dietro l’angolo! E domani…sud!