Chapter 17: ALLA VOLTA DEL SUD…

Ho abbandonato il mio travelmate  Andrew per strada, sinceramente l’ho  trovato poco  d’iniziativa e soprattutto avevo  proprio voglia di viaggiare da sola! Con uno "sleeping bus" molto confortevole, che al posto dei sedili ha dei veri e propri letti, mi sono diretta ad sud alla volta di Hoi An. Ovviamente anche qui in Vietnam come per il resto dell’Asia ci sono le solite "fregature". Il tipo che mi ha venduto il biglietto mi ha spacciato come diretto lo sleeping bus  fino ad Hoi An dove da Hanoi ci vogliono circa 12 ore per arrivare. In realta’ l’indomani dalla mia partenza, verso le 6 del mattino mi son ritrovata ad Hue’ a 3 ore  di distanza da Hoi  An, con una sosta di sole 6 ore d’attesa per la coincidenza! Vabe’ a questo  punto, vado a fare colazione di fronte al terminal dei bus prima di rilassarmi un po’. Nella caffetteria trovo un ragazzo francese che sta facendo 6 mesi di esperienza in Vietnam in un’organizzazione non governativa il cui progetto e’ quello di coinvolgere i giovani del posto ad imparare a fare  i dolci e il pane (in puro stile francese), creando cosi’ occupazione ed una alternativa di fonte di guadagno. Ne discutiamo un po’, dal punto di vista della sostenibilita’ si  potrebbero  fare dei discorsi a parte che prescindono dalla  globalizzazione, da un  altro direi che queste persone cercano di dare lavoro ed opportunita’ a chi qui non ne ha percio’ ben venga!
 
Dopo la coinvolgente conversazione e la colazione, ho ancora parecchie ore libere e con la guida in mano, noto che  la citta’ e’ abbastanza piccola da poterla visitare  in una mattinata. Ho pure incrociato due ragazzi francesi conosciuti nella mia gita ad Halong Bay, con uno dei due, lui di origine vietnamita, durante il rientro da Halong Bay mi ero fatta spiegare un mucchio di cose sulla situazione del paese, lui inoltre mi aveva portato pure la testimonianza dei suoi nonni per quanto riguarda  i "campi di rieducazione" (mi dice, che uno e’ tutt’ora esistente, ma poiche’ i media ne non danno notizia, la realta’ passa tragicamente inosservata).  Quella mattina mi saro’ mangiata chilometri di strade. Quando sono ritornata a prendere il pullman, avevo abbastanza stanchezza  addosso per svenire sul sedile! 
 
All’alba delle 6 di…sera (quindi in totale da Hanoi, 24 ore di viaggio…) finalmente giungo ad Hoi An,  una bellissima cittadina situata sulla costa esattamente nel centro della cartina del Vietnam. Questo posto e’ un angolo molto caratteristico dalle viuzze  variopinte che  si affacciano sul fiume. Il posto è talmente carino che e’stato  considerato patrimonio mondiale dall’UNESCO. Dopo aver trovato una guest house molto economica mi sono subito precipitata a vivere la citta’. Rincontro in  un ristorantino 2 ragazzi tedeschi che mi avevano dato qualche dritta su dove andare a dormire qui, mi unisco a  loro,  ci  mangiamo  una cosa insieme e poi andiamo in un altro  posto dove  ci sono altri ragazzi in viaggio ad Hoi An, le ovvie conversazioni intavolate mirano su "dove sei stato" "da quanto tempo stai in giro" ecc. In particolare mi colpisce la storia di Max. Un ragazzo tedesco che nella vita fa l’attore ed ha trovato come suo spunto d’ispirazione il Vietnam al punto tale che ci si è trasferito per un anno almeno, girandolo in moto in ogni suo angolo, da cui ne vuole poi produrre un film.
 
Il giorno dopo vado  a vedere  il sito archeologico di Mae Sae, simile ad Angor Wat in Cambogia, con cui non c’e’ paragone, ovviamente Angor e’ molto piu’ spettacolare. Anche qui faccio amicizia con dei ragazzi francesi e spagnoli con  cui la  sera  ce ne  andiamo a  mangiare su un bar  sulla  spiaggia dove trovo un bellissima cucciola identica a Sat!! Me la spupazzo tutta la sera e lei mi sta tutto il tempo sulle ginocchia a prendersi  le coccole. Me la porterei  in Italia, come ho fatto con Sat,  ma  e’troppo un casino perche’ prima devo oltrepassare due  stati! Allora a malincuore la  lascio li’, che tanto se sta nel bar le daranno da mangiare!
 
Il giorno dopo e’ il mio ultimo giorno ad Hoi An, ma ho il pullman la sera cosi’ coi ragazzi francesi ci noleggiamo le biciclette e ce ne andiamo al mare che si trova a 4 chilometri circa. Il posto che scoviamo e’ molto carino e non c’e’ nessuno. Nel frattempo nello stesso tempo ci raggiungono Max il ragazzo tedesco conosciuto la prima sera ed un suo amico. Verso il pomeriggio, rientriamo ad Hoi An e siccome non ho piu’ la stanza, le 2 ragazze francesi mi "offrono" una doccia da loro, almeno parto pulita (una vera rarità qui a volte!).
 
La mia prossima destinazione e’ Mui Ne’. Un paradiso in terra con un microclima invidiabile rispetto al resto del paese. Anche stavolta viaggio tutta la notte e la mattina finalmente apro gli occhi e vedo per la prima volta il cielo veramente ed intensamente azzurro. Mui Ne’ e’ molto piccola e si estende per 10 chilometri circa su tutta la costa. Stavolta mi tratto bene e non bado a spese. Sborso 15 euro a notte per avere il bungalow da paradiso di fronte alla spiaggia. Decido di restare li’ per 3 notti. La sera stessa incontro Maxx e Stefan, 2 ragazzi tedeschi conosciuti sul pullman, il giorno dopo con loro decidiamo di prendere una gita per andare a vedere le dune di sabbia, caratteristiche di questo luogo. Prenotiamo la jeep per la mattina dopo molto presto verso le 5 per vedere l’alba sulle dune, ma poiche’ la sera prima abbiamo fatto un "po’" (!!!) la mattina dopo non si e’ svegliato nessuno. Ci abbiamo riprovato nel pomeriggio per riuscire a vedere almeno il tramonto. Ed e’ stato bellissimo lo spettacolo che ci siamo ritrovati davanti vedendo le dune! Queste dune di un giallo intenso, nascono naturalmente immezzo ad una vallata e si estendono per chilometri e chilometri. Ovviamente c’erano i soliti milioni di turisti, cosi’ per evitare di godermi lo spettacolo con loro me ne sono andata 4 dune piu’ avanti. Sotto il caldo sole delle 17 e sprofondando i pieni nella sabbia, m’immaginavo nel deserto del Sahara perduta inmezzo al nulla e a come sarei sopravvissuta. Sprofondando fino alla quarta duna, ormai ansimavo dalla fatica, ma ne e’ valsa la pena. Mentre le caterbe di turisti cominciavano ad andarsene. Insomma alla fine eravamo rimasiti solo noi 3!
 
La sera, rientrati dall’escursione, ho reincrociato Carolina, una ragazza brasiliana conosciuta la sera prima e l’ho invitata ad unirsi a noi per cena. Carolina e’ una di quelle accanite viaggiatrici che si sta facendo l’intero mondo per 1 anno. Ed e’ veramente una rarita’ vedere una della sua nazionalita’ da queste parti. Abbiamo passato una bella serata ma il giorno dopo sarebbe stato il turno di andare ad Ho CHi Minh, l’ultima mia tappa in Vietnam…
 
(Bangkok, 20 aprile 2008)

Una risposta a "Chapter 17: ALLA VOLTA DEL SUD…"

  1. Marco 25/04/2008 / 1:16 AM

    altro blog di viaggi per giovani 🙂

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