Chapter 13: LA RISALITA DEL FIUME

Dopo i "rilassanti" giorni trascorsi a Vang Vieng, l’avventura di quei luoghi non poteva concludersi col miglior senso…raggiungere la successiva meta ovvero la capitale, via…fiume col kayak!

Con altri ragazzi abbiamo noleggiato un pullmino e i kayak con cui avremmo percorso il fiume per circa 3 ore fino alla sponda successiva, da cui Vientiane sarebbe stata raggiungibile con un altro mezzo dopo circa 1 ora. Io ho voluto fare un po’ la "sborona" perche’ sono stata l’unica a richiedere il kayak singolo, ma se le cose non si vivono fino infondo non c’e’ gusto! Alla base di partenza, dopo qualche istruzione, ci siamo avviati lungo il fiume. Solo un punto del fiume sarebbe stato difficoltoso con delle rapide abbastanza ripide. Gli altri ragazzi in due per ogni kayak, erano ovviamente piu’ veloci di me e soprattutto alternativamente si potevano riposare. Ogni tanto qualcuno si accostava nel dirmi quanto io fossi coraggiosa. Io apprezzavo il complimento cercando in realta’ di non ostentare la fatica fantozziana che spesso mi assaliva!

Percorrere il fiume e osservare cos’avevo intorno non ha pari. Stare da sola sul kayak ancora di piu’. Prima di partire per l’Asia, ho avuto il piacere di vedere uno dei film piu’ toccanti e profondi degli ultimi tempi, che mi ha lasciato un segno dentro e non nego che ci penso spesso: Into the Wild. Mi sono sentita come il personaggio del film che ha cercato di raggiungere il messico via fiume! Ho vissuto delle sensazioni incredibili di profondita’ dell’attimo che stavo vivendo. Ogni tanto chiudevo gli occhi per non perdere l’istante calibrando gli altri miei sensi, un’esperienza pura che mi ha riempito ancora una volta di energia che ora fa parte di me.


Ad un certo punto siamo arrivati alla rapida, i tipi che stavano con noi ci hanno di nuovo spiegato come affrontarla, ovvero di pagaiare il piu’ velocemente possibile per agevolare la forte corrente, avvisandoci inoltre che molto probabilmente saremmo caduti dai kayak. Ci hanno quindi detto come meglio cadere per farci  meno male, visto che era pieno di sassi ! Ci siamo messi tutti in fila, un kayak dietro l’altro davanti alla rapida, io non ci ho pensato due volte e ho voluto essere la prima…matta! Cosi’ mi son buttata! Adrenalina pura! Ho fatto la rapida senza batter ciglio e la cosa incredibile che mi son ritrovata dall’altra parte tutta intera e senza essere caduta. Una grande soddisfazione personale! Alla fine della rapida c’erano gli scogli dove ci saremmo fermati a preparare da mangiare, cosi’ ho parcheggiato il mio kayak li’ e mi son messa seduta su una roccia al lato della rapida per ammirare i miei compagni che uno dopo l’altro l’affrontavano. Son caduti praticamente quasi tutti, tranne qualcuno, tenendo presente che eran tutti in coppia per me e’ stata una vera soddisfazione.

Dopo che tutti si son fatti la rapida, ci siamo seduti sulle rocce ai lati del fiume ed abbiamo cominciato a grigliare. Spiedini e ovviamente…riso! Per dessert, una banana. Dopo il pranzo qualche raggio di sole rapito e poi abbiamo ricominciato la risalita del fiume alla volta di Vientiane. Prima di giungere alla fine del fiume, i nostri accompagnatori ci hanno proposto di tuffarci da un’alta roccia al lato del fiume, giusto per divertirci e anche in questo caso…come dire di no!? Dopo i tuffi di nuovo a pagaiare, nel frattempo il sole si faceva sempre meno pungente perche’ erano quasi le 5 e i colori si facevano sempre piu’ accesi, una vera ricompensa dopo tanta fatica!

Dopo circa 3 ore come previsto, siamo arrivati alla riva successiva. Le nostre guide sono tornate a Vang Vieng e recuperati i nostri zaini che ci hanno seguito con un pullmino fino li’, siamo saliti su un camioncino per percorrere gli ultimi chilometri. Il camioncino era un furgoncino dietro e’ riadattato con 2 panche lunghe per far sedere le persone, una di fronte all’altra e riparate da una specie di garitta. Infilati prima gli zaini e poi noi siamo entrati quasi tutti. Dico "quasi" perche’ io e Caesar, un ragazzo californiano/messicano non avevano posto per sederci dentro perche’ tutto occupato dagli zaini e dagli altri 8 ragazzi! L’unico posto rimasto era una sporgenza metallica del camioncino al di fuori della garitta su cui si puo’ viaggiare solo in piedi. Dura a spiegare com’e’ ma sforzatevi con l’immaginazione! Morale della favola, io e Caesar eravamo i "privilegiati" nonostante tutto, perche’ a stare fuori dalla garitta, ci siamo vissuti le strade e le persone lungo il nostro viaggio.

I laotiani sono fantastici, ogni volta che sorpassavamo qualche motorino o macchina o bicicletta…insomma tutto, era divertente osservare le persone alcune imbarazzate nel sentirsi osservati, altri pronti a salutarci, ma tutti non si stancavano mai di regalarci un sorriso. Noi scambiavamo volentieri i nostri sorrisi e saluti con loro. Nel frattempo, il tramonto si avvicinava sempre piu’ ed era sempre piu’ percettibile lungo i verdissimi campi che costeggiavamo.

All’alba delle 18.30 siamo arrivati a Vientiane. Il furgoncino ci ha lasciato lungo il fiume e abbiamo cominciato a cercare le stanze. Un orario peggiore di quello per arrivare in citta’ non ci poteva essere, perche’ quasi tutti i backpackers arrivano prima e quindi meglio alloggiano! Cosi’ dopo ore di ricerca ci siamo ritrovati a condividere una camerata! Abbiamo legato molto con i ragazzi del kayak, in particolare con Caesar, Rebecca e Dave del Canada. Insieme a loro ci siamo passati le 2 giornate a Vientiane prima di salutare il Laos.

La prima sera mentre stavo passeggiando lungo il fiume e mi sono sentita chiamare, era Francesca la ragazza italiana di Vang Vieng e il suo amico olandese, cosi’ abbiamo creato un mega gruppo di gente. Ce ne siamo andati a giocare a bowling coi laotiani e poi in puro stile english ho vissuto la "deep dringking culture" degli inglesi che la sanno proprio lunga!

Devo dire che Vientiane non mi ha particolarmente colpito come invece Louang Prabang, nonostante sia comunque caratteristica sempre nel senso coloniale francese. Tuttavia ci sono molti cinesi che ne hanno influenzato il commercio e la quotidianita’.

Sabato mattina successivo, ancora una volta una nuova avventura, targata Vietnam!

(Hoh Chi Minh City, 9 aprile 2008)

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