ENRICO E I LAKOTA

Era una bellissima giornata di inizio primavera, l’aria era fresca e si poteva sentire il dolce profumo del risveglio della creazione e il simpatico mormorio delle cornacchie, dopo un lungo e piovoso inverno.
 
Nel 2000 in una fresca e stellata notte, entrando nella mia stanza e nel mio cuore, mi venne a trovare il mondo spirituale, lasciandomi una strana sensazione di benessere e una forte energia nell’anima. Mi parlò attraverso un sogno, portatomi dallo spirito di mio padre, morto qualche mese prima. Il messaggio è arrivato attraverso due sogni, che hanno cambiato in tutto la mia vita.

Nel primo ho visto mio padre che mi avvertiva di ciò che sarebbe poi divenuto il mio destino: avrei dovuto danzare al sole come prova per ricevere successivamente un dono medianico. Il giorno seguente mi sono svegliato confuso su ciò che potesse essere il reale significato di quello avevo sognato, visto che le mie conoscenze sulla sun-dance erano scarse o solo approssimate.

Il secondo sogno è arrivato a pochi giorni di distanza e ha comunicato sempre attraverso le parole di mio padre; mi mostravano ciò che avrei vissuto. Mi raffigurava all’ interno della danza del sole ed ero un danzatore. Disteso ai piedi dell’ albero sacro sopra una coperta di pelli di bisonte, avevo sopra di me un Helper (Steve) intento a farmi il piercing cerimoniale con indosso la gonna rituale colorata di blu; accanto aveva il conduttore (leader spirituale) Duane, che indossava una gonna bianca, ma il suo viso mi risultava offuscato come se fosse riflesso in uno specchio d’acqua in movimento. Sentivo forte crescere l’ angoscia del sacrificio che stavo per compiere e tutt’ intorno il suono incessante dei tamburi.
 
Dopo questo ho deciso di seguire il segno che mi era giunto e cosi’, solo, sono partito per l’ America a cercare il luogo in cui si sarebbe compiuta la profezia. Incredibilmente ho trovato tutto, come se il mio muovermi fosse su un sentiero già segnato; ho incontrato le persone che avevo sognato e la mia visione e’ stata interpretata come realmente portatrice di un messaggio spirituale. Ho danzato sempre secondo il percorso tracciato dal sogno e in questi anni molte altre notti sono state teatro di visite da parte del mondo spirituale con messaggi e rassicurazioni.
 
Ad oggi mi trovo ad aver concluso il ciclo della mia visione. ho danzato per quattro anni e mi sento di ringraziare il mondo spirituale per quello che mi ha portato a vivere, anche se è stato difficile e al limite della credibilità umana.
 
Viaggiando sempre solo, senza conoscere appieno l’inglese, ho incontrato molte persone che mi hanno aiutato e condotto a destinazione attraverso avventure che ogni volta mi insegnavano qualche cosa di nuovo sul mondo e sulla sua realtà. Ho capito che non aver paura e credere nel potere dei sogni come messaggeri dimensionali sia il primo passo del mettersi in relazione con la creazione, e tutto ciò, altro non fa che rinforzare lo spirito.
 
Inutile dire che il fatto di essere un occidentale, cristiano e indaffarato in faccende del tutto differenti mi abbia messo in crisi sulla mia identità e esposto a critiche di ogni tipo da parte di chi, non accetta, per paura, esperienze del mio tipo. Non ci sono distinzioni di religione o di razze nei messaggi medianici, mi hanno chiamato e portato lontano da casa, dove io non pensavo sarei mai potuto andare; ho condiviso il mio spirito con persone con le quali a stento condividevo la lingua, e al contrario, qui nella mia terra, tra gli occhi che mi hanno visto crescere, non sono riuscito a farmi capire, perchè ciò che è diverso fa paura. Il fatto che la mia esperienza non rientrasse in una "storia cristiana" mi ha reso incomprensibile, e archiviabile come "psicologicamente labile".
Ho sempre vissuto con semplicità questa chiamata e affrontato tutte le costrizioni della mia scelta con il sorriso, perché la forza, la mia forza, sta nella relazione con tutti gli elementi e gli esseri del creato; ho avuto molte volte paura ma gli spiriti sono sempre venuti a rassicurarmi;credo che il limite più grande del cristianesimo e della religione in se stia nel fatto che nella sua evoluzione storica ha contribuito alla divisione dei popoli, mentre la spiritualità che, come nel mio caso, non concerne nulla di umano unisce le persone che credono nell’appartenere ad un solo mondo, senza distinzioni, perché le anime non hanno né razze né religione.
 
In questi anni ho capito che ad oggi la religione è per molti una fortezza dentro la quale rifugiarsi quando la paura dell’incomprensibile si fa più forte, questo però serve solamente ad inibire il reale rapporto con gli spiriti che si manifestano agli uomini, quando questi sono realmente più forti del giudizio delle loro costruzioni mentali.
MITAKUYE-OYASIN (SIAMO TUTTI IN RELAZIONE)

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