REIKI

COS’E’
La parola Reiki sta ad indicare l’Energia Vitale Universale, definita come quella forza che opera e vive in tutte le cose della creazione. La parola si compone di due parti. La sillaba REI descrive l’aspetto universale illimitato di questa energia. Mentre KI è una parte del REI, è la forza vitale della vita che scorre attraverso tutto ciò che vive.

Il Sistema Usui del Reiki non è solo il metodo più naturale e semplice ma anche quello più efficace per la trasmissione dell’Energia Vitale Universale. Quando un uomo viene aperto a questo flusso come "canale del Reiki" allora l’Energia Vitale Universale scorrerà spontaneamente ed in forma concentrica dalle sue mani e questa capacità si protrarrà per tutta la vita.

Ma che cos’è quest’Energia Vitale Universale?

E’ stato merito della fisica moderna il fatto che oggi la maggior parte degli uomini sia consapevole della "vitalità", che pervade l’universo. Un’energia smisuratamente grande. E l’universo e la stessa vita possono forse essere scaturiti da una catena di casualità, come interpretazione materialistica del mondo? E’ mai possibile che da una materia inconsapevole possa derivare la conoscenza, uno spirito, un’anima? Oggi la stessa scienza si trova di fronte ad un quesito insolubile e molti scienziati, nel corso delle loro ricerche, si sono fermati ad un limite, che può essere oltrepassato solo con una spiegazione: "esiste una forza intelligente preposta, una specie di Spirito Universale, che crea continuamente tutto l’Universo”. I recenti sviluppi conseguiti dalla fisica quantistica si avvicinano molto ad una simile spiegazione. Nella teoria della supergravitazione si descrive in effetti di un campo unificato, completamente equilibrato di intelligenza pura, in reciproco rapporto solo con se stesso, che produce tutte le forze e tutta la materia dell’universo e quindi che crea il fondo basilare di tutta la creazione. È questa “colla” che tiene unita la materia, perché se si dissolvesse si verificherebbe un big-bang della strutura stessa della materia e tutto l’Universo andrebbe in pezzi. Per quanto riguarda il pianeta Terra, oltre a rappresentare il soffio di vita del mondo vegetale, animale e umano, investe anche le rocce e in particolare i cristalli dotati di potere piezoelettrico, come il quarzo, la tormalina, il corindone, il cristalli di rocca, ecc. Tutto questo collima precisamente con le affermazioni dei saggi e degli illuminati. Essi dicono che esiste uno stato dell’essere, dal quale è scaturita ogni forma di vita e che contiene in se stesso tutta la creazione. La sua Energia vive in tutte le cose ed è per l’appunto l’Energia Vitale Universale, che nel trattamento con il Reiki fluisce dalle nostre mani in forma concentrica.

Cosa significa questo nella pratica?

Significa che il Reiki è sempre integro nel suo effetto e si riferisce a tutti i livelli dell’essere, portando l’essere, considerato come una totalità con tutti i suoi aspetti, in equilibrio armonico. Nella trasmissione del Reiki, colui che opera viene considerato un canale. Non è quindi la sua energia, che viene offerta agli altri, e di conseguenza questa energia non gli viene sottratta. Al contrario, mentre l’Energia Vitale Universale scorre attraverso il suo essere, anche egli viene ugualmente armonizzato. E il Reiki trova da se stesso la strada per giungere a quei punti che necessitano il trattamento. La sua saggezza è illimitata e sa di ciò di cui il beneficiario ha bisogno, conosce perfettamente come e dove risiede questa necessità, senza che vi sia possibilità di aggiungere o sottrarre qualche cosa.

Il Reiki quindi deve essere interpretato come metodo di guarigione naturale nel senso più ampio, soprattutto di Guarigione Spirituale, un consapevole modo per poter portare Luce, Amore e Pace in se’ stessi.

 
STORIA
Il Reiki venne riscoperto negli anni venti da un monaco giapponese, Mikao Usui. Una domanda postagli da un suo giovane studente, lo indusse a una profonda riflessione e poi ad una lunga ricerca, conclusasi con una scoperta rivoluzionaria. La domanda fu “Credete ai miracoli di cui si racconta nella Bibbia, in particolare dove si parla delle guarigioni ottenute da Gesù tramite l’imposizione delle mani?”. Da lì ebbero così inizio sette anni di lunghi studi sui testi di teologia e ricerche che risultarono vane. Nel corso dei suoi studi si rese conto che queste miracolose guarigioni non erano appannaggio del solo Gesù: anche Buddha usava imporre le mani per guarire i sofferenti. Capì che le sue ricerche non potevano limitarsi a studiare una singola religione, ma che tutte le forme di spiritualità erano valide e preziose. Tornò in Oriente, dedicandosi allo studio di antichi manoscritti in cinese e in sanscrito. Fu in un antico manoscritto tibetano che trovò finalmente la risposta ovvero scoprì alcuni simboli che contenevano la chiave d’interpretazione corretta. Ma come utilizzarli? Decise allora di ritirarsi su una montagna e meditare e digiunare. Lungo la strada raccolse 21 sassolini (il numero dei giorni che intenda trascorrere in preghiera e riflessione). Giunto nell’eremo, dispose i sassolini davanti a lui: con l’idea di gettarne uno alla fine di ogni giornata. Purtroppo uno a uno se ne andarono quasi tutti i sassolini, senza che i suoi quesiti trovassero risposta. Venne infine l’ultima notte del ritiro. Fu allora che vide un bagliore dirigersi verso di lui, lacerando l’oscurità. Il bagliore lo colpì direttamente sulla fronte, scomponendosi poi in infinite bollicine che sembravano contenere tutti i colori dell’arcobaleno. Questo fantastico calleidoscopio che lasciò improvvisamente spazio a una forte luce bianca. Lì, iscritti a lettere d’oro, lesse chiaramente i simboli di cui andavo cercando il significato. Usui allora entrò in armonia con l’intero Universo, e in questa comunione tutto. Da quel giorno Usui sentì di avere una missione da svolgere in mezzo alla gente, in grado di alleviare le sofferenze. Usui disse: "È questa la mia eredità spirituale, questo ciò che vi lascio. Non cercate di capire chi sono in realtà: io sono lo strumento di quell’energia universale che scorre in ognuno di noi, a sua insaputa, e che è in grado di conferire pace e serenità a chi ne fa uso”. Si narra che dopo tale esperienza l’anziano monaco si alzò e cominciò la lunga discesa. Nel cammino si ferì il piede su una roccia. Dopo aver messo le mani sopra si accorse che la ferita non sanguinava più e che si era addirittura rimarginata. Si dice che questo fù il primo miracolo. Giunto ai piedi del monte, entrò in una piccola locanda dove ordinò un ricco pasto. Nonostante fosse risaputo che dopo un lungo digiuno è bene non  esagerare con il cibo egli non ebbe il minimo problema a mangiare e digerire con tranquillità tutto quello che aveva ordinato. Si dice che questo fu il secondo miracolo. Uscendo si accorse che la figlia dell’oste piangeva per un doloroso mal di denti che le aveva gonfiato tutta la guancia. Egli le domandò se poteva aiutarla e, con il suo consenso, impose le mani sulla parte dolorante e dopo un po’ il dolore scomparve e con esso anche il gonfiore. Si dice che questo fu il terzo miracolo.

In seguito Usui pensò che Reiki doveva essere usato per aiutare le persone che, a causa delle loro malattie, non erano in condizione di occuparsi di se stesse vivendo perciò in miseria.
Il Dr. Usui trascorse molti anni con i mendicanti nei quartieri poveri di Kyoto, guarì molti di loro e li portò nuovamente alla vita, in modo che potessero lavorare e prendersi cura di loro stessi e dei loro cari. Poco tempo più tardi vide, però, che le stesse persone che poco tempo prima aveva curato sedevano nuovamente lungo le strade e chiedevano ancora l’elemosina. Quando domandava loro cosa era successo, essi rispondevano sempre allo stesso modo: stavano bene, erano sani, ma trovavano molto duro e faticoso lavorare per provvedere a se stessi. Preferivano mendicare, così non erano oppressi da alcuna responsabilità. Era bello vivere bene grazie agli altri, senza dover sopportare il peso del lavoro. Questa reazione afflisse molto il Dr. Usui. L’uomo riconobbe allora che non era sufficiente guarire le persone dal punto di vista fisico, ma che anche lo spirito doveva essere coinvolto nel processo di guarigione.

In quel momento capì completamente i rapporti tra la malattia e il processo di apprendimento, il valore della salute, il senso della responsabilità e della gratitudine. Mise poi per iscritto ciò che aveva appreso e si premurò che ogni discepolo del Reiki venisse istruito alle sue conoscenze. Nacquero così i Principi del Reiki.

Dopo la morte di Usui il movimento Reiki giapponese si suddivise in vari gruppi tra cui quello di Chujiro Hajashi, suo allievo, da cui proviene quello diffuso in occidente. Egli costruì una clinica a Tokyo, dove la gente veniva curata solo con Reiki e diete specializzate. È al Dr.Hayashi che si deve la schematizzazione delle posizioni del Reiki così come la conosciamo oggi.

Negli anni ’80 Reiki arrivò in Europa. Recentemente però alcuni ricercatori occidentali sono andati in Giappone e hanno fatto delle scoperte che ampliano e in alcuni punti contrastano la storia così come ci è pervenuta a noi. Ad esempio si è scoperto che Usui era un monaco buddista. Sappiamo che da giovane studiò Kiko in un tempio buddhista Tendai. Il Kiko è una disciplina volta al miglioramento della salute attraverso meditazione, pratiche respiratorie ed esercizi di lento movimento, e che si concentra sullo sviluppo e sull’impiego del KI, energia vitale, comprendente metodi terapeutici che utilizzano l’imposizione delle mani. Prima di usare il kiko per scopi salutari, è necessario accumulare energia terapeutica per mezzo di appositi esercizi. Impiegando tale metodo, inoltre, si ha la tendenza ad esaurirsi, dal momento che esso può attingere anche all’energia personale. Il Reiki non è altro che il punto di arrivo di una ricerca nata sulla base di una domanda: Era possibile l’esistenza di un sistema di cura tale da non richiedere l’accumulo preventivo di energia terapeutica e il conseguente esaurimento finale? Usui viaggiò molto e studiò molto. Poi nel Marzo del 1922 ebbe l’esperienza del satori.

I LIVELLI

IL PRIMO LIVELLO:

Chi si accosta al Reiki lo fa per motivi estremamente personali. L’ attivazione detta anche iniziazione è necessaria per accedere al primo livello. L’attivazione è un vero e proprio trattamento Reiki che solo un maestro può eseguire ed ha lo scopo di riconnettere chi la riceve con l’Energia Vitale Universale in modo che essa possa fluire liberamente attraverso di lui.

IL SECONDO LIVELLO:

Quella di prendere il secondo livello non è una decisione automatica. Ci sono praticanti Reiki di primo livello che non sentono affatto la necessità di conseguire il secondo livello. Anche questa è una decisione molto suggettiva. Differentemente dal primo livello al quale tutti possono accedere, nel secondo livello per molti insegnanti è bene che l’allievo sia in possesso di certi requisiti valutati in una fase di colloquio. È molto importante precisare che quella dei livelli non è una gerarchia che vede il secondo livello più bravo del primo e il terzo più bravo del secondo. Il conseguimento di questo livello dà la possibilità di avere ulteriori strumenti oltre a quelli che già si conoscono. Tali strumenti caratterizzano il secondo livello e sono i tre simboli, vere e proprie chiavi energetiche che permettono al praticante di veicolare l’ Energia Vitale Universale in diversi modi oltre al piano fisico (primo livello).

IL TERZO LIVELLO: IL MASTER

Diventare Maestri è una scelta di vita. Non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza. Questo livello richiede un impegno molto profondo e con esso il Reiki diventa parte integrante della propria vita, inseparabile da questa. Con il terzo e ultimo livello di reiki, il Master, si possono "attivare" le altre persone.

LA MIA ESPERIENZA E TESTIMONIANZA

1° LIVELLO

La mia esperienza come "Canale Reiki" non poteva nascere in una parte del mondo migliore, l’Oriente…a Bangkok da una persona formidabile e speciale che mi ha indirizzato verso un decisivo percorso spirituale, Adriano.

Dunque il 10 aprile 2004, presi il mio 1° Livello di Reiki, in una camera dell’Amari Watergate sulla lunga Sikumvit Road. Il rito e gli effetti che mi ha dato l’aprire i famosi "rubinetti" per un collegamento con l’universo, sono stati estremamente tangibili. E’ stato come trovare una frequenza radio che fino ad allora non ero in grado di trovare…e l’inizio di una nuova era, il risveglio della mia spiritualità…un angolo presente in ognuno di noi e che prima o poi si inizia ad esplorare.

2° LIVELLO E MASTER REIKI

Nulla si programma, tutto per me succede perchè deve succedere…

Nel novembre 2004 durante il mio secondo viaggio in India, ho avuto l’occasione di completare il cammino verso il mondo del Reiki. Un percorso che necessariamente sentivo di dover completare. Così l’8 e il 12 novembre 2004, a Rishikesh nel Nord dell’India, Shanti, una carismatica donna tedesca di mezza età dai capelli a caschetto bianchissimi e che per scelta ha deciso che, in questa vita, la sua vita è in India; mi ha attivato gli altri due livelli di Reiki.

 

Sono profondamente convinta di quanto la parte energetica abbia un’influenza superiore oltre che completare la parte dell’uomo puramente materiale eventualmente curabile con le medicine occidentali. Per gli amici che ne vogliono sapere di più:

sominni@tin.it 

 

Reiki is universal life energy force which reveals the real potential in you, making you healthy, peaceful, nature and spiritual.

Learn to heal yourself and others with no side effects!! As in most things in life, reiki must be experienced to be appreciated!!!

LEARN REIKI I – II – III

Write me at: sominni@tin.it

 

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